Il campione del sondaggio precedente ha superato di slancio le cinquemila unita' ed e' ormai stabile nei proprii risultati, a nostro avviso molto importanti e non cosi' scontati. Nel ringraziare tutti per la collaborazione, invitiamo ad aderire con uguale entusiasmo a questo nuovo sondaggio sui luoghi del telelavoro, determinanti nella definizione dei diversi modi per interpretare il telelavoro. Ogni luogo rappresenta infatti una particolare esigenza che puo' essere risolta grazie agli strumenti telematici e ad una diversa impostazione dei rapporti di lavoro.
Torniamo ora ad esaminare i risultati del precedente sondaggio. Il grande numero dei partecipanti e la sua composizione, evidenziata nel secondo sondaggio, che individua nell'aspirante telelavoratore il visitatore tipico del nostro sito, rende i nostri risultati attendibili ed utili per conoscerci meglio. Rileviamo quindi che la stragrande maggioranza (oltre l'ottanta per cento) non identifica il telelavoro con il rapporto di lavoro classico del dipendente a tempo indeterminato full time, rivolgendosi verso soluzioni piu' moderne e con una gestione del tempo piu' flessibile. Non e' quindi un caso che quasi la meta' del campione pensi ad un lavoro che impegni solo parte della giornata. Il rovescio della medaglia e' dato dalla presunta mancanza di garanzie, per cui la scelta privilegiata e' quella di avere un lavoro sicuro, fisso e poi magari arrotondare i guadagni con qualche attivita' on-line.
A dare sicurezza non contribuiscono certo la mancanza di una legislazione del settore, informazioni dei grandi media secondo cui il lavoro grazie ad internet deve essere per forza bizzarro ed anomalo, deve far guadagnare cifre stratosferiche facendo praticamente nulla, deve essere sempre divertente e fatto da gente un po' matta che usualmente scambia la notte con il giorno (con costi telefonici lineari in tutta la giornata, soprattutto negli anni scorsi, forse avremmo avuto molti piu' navigatori diurni).
Notiamo poi una esigua pattuglia di aspiranti imprenditori. Il fatto che solo tre persone su cento abbiano (o ritengano di avere) idee, capacita' e magari qualche capitale per lanciare le proprie idee in rete non e' incoraggiante ed e' in linea con il fatto che la propensione per il telelavoro sia decisamente superiore tra i lavoratori piuttosto che nelle strategie aziendali, assolutamente non ancora in grado di affrontare il problema e tanto meno di assorbire le richieste di lavoro in tal senso. L'indicazione piu' importante che possiamo trarre dai risultati di questo sondaggio e' che gli aspiranti telelavoratori sono pronti per nuove forme di approccio al lavoro, sia dal punto di vista tecnico che burocratico. Occorre pero' uno sforzo delle istituzioni per tutelare i diritti e le garanzie delle parti piu' deboli (senza pero' soffocare il mercato) in modo che il telelavoro venga sempre piu' visto come attivita' alternativa oltre che complementare alle attivita' classiche.




